Le capsule

 

 

La capsula

La capsula è stata creata per soddisfare l'esigenza di porre un sigillo a garanzia del contenuto.

L'obbligo di apporre la capsula, valido per i vini spumanti, è abitudine comune su tutte le tipologie di bottiglie, sfruttando la stessa anche per diciture previste dalla legge che la rendono adeguata come sigillo del produttore.


 

Gli elementi utilizzati nella fabbricazione delle capsule

Le capsule vengono realizzate utilizzando, in minima percentuale, stagno ma soprattutto PVC termoretraibile e polilaminato (alluminio-polietilene).


 

Le tipologie di capsule

Sul mercato esistono diverse tipologie di capsule: capsule di stagno, capsule termoretraibili e capsule di polilaminato.


 

Le capsule di stagno

Lo stagno è un materiale molto duttile e adatto per la produzione delle capsule.

Lo stagno ha sostituito il piombo nella produzione delle capsule, ma è ancora poco diffuso a causa dell'elevato costo.

Per produrre le capsule si usa metallo puro che viene lavorato durante un lungo processo che prevede le operazioni di fusione, imbutitura e verniciatura.


 

La capsula termoretraibile

La capsula termoretraibile è un foglio in polivinilcloruro che consente di avere una capsula molto economica.


 

Le fasi di lavorazione del PVC

I fogli di PVC vengono svolti e costretti ad un passaggio obbligato a contatto con appositi collanti, prima di subire una prima recisione in bandelle.

Un secondo taglio farà assumere al materiale una forma trapezoidale che verrà avvolto su di un mandrino tronco conico e chiuso su se stesso grazie all'azione della colla.

La capsula neo formata attraversa poi un getto di aria calda grazie alla quale, per termo retrazione, si ha la formazione della testa.

Il passo finale del processo consiste nell'applicare sulla testa della capsula un dischetto termosaldato, che andrà a completare questo importantissimo abbigliamento della bottiglia.


 

La capsula di polilaminato

Il polilaminato è ottenuto grazie all'accoppiamento di 2 fogli di alluminio inframmezzati da tre strati di polietilene che formano un foglio multistrato.


 

Le fasi di lavorazione del polilaminato

La lamina viene verniciata con dei macchinari diversi in grado di distribuire da due a sei colori. Essa può apparire monocromatica, oppure può presentare scritte o disegni in base alla richiesta del cliente.

Per rendere possibile l'aggrappaggio della vernice all'alluminio, quest'ultimo è trattato, prima della colorazione, con primers acrilici in un processo chiamato primerizzazione.

Le bobine, colorate e fatte asciugare, passano alla stampa a caldo e imbutitura.

La stampa a caldo permette di imprimere sulla lamina ogni scritta o logo che appare in rilievo o incisa.

È un sistema di stampa diretta a bobina, nel quale il trasferimento dell'elemento di contrasto si ottiene grazie all'effetto combinato di pressione e calore. L'elemento di contrasto termo trasferibile è interposto tra la forma e il supporto di stampa. La temperatura consigliata per lo stampaggio è compresa tra 90° e 130°. è possibile creare semplici sbalzi per evidenziare l'apertura della capsula, dotata di linguetta.

I moderni impianti di verniciatura sono dotati di un sistema di recupero del solvente, che viene distillato e riutilizzato in futuro.

Ciò consente non solo di risparmiare materie prime, ma soprattutto consente di abbattere l'inquinamento atmosferico. La bobina subisce la classica formatura a cono, viene tagliata, incollata e ultimata con l'inserimento del dischetto in testa costituendo, così, la capsula finita.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su tappi e chiusure:

Fare il vino è un lavoro di passione e farlo bene assorbe molto tempo. La fase del confezionamento è sicuramente la più importante di tutte e, nella maggioranza dei casi, non le si dà il giusto peso. Difatti è soltanto la buona conservazione che Vi permette di gustare il frutto del vostro lavoro.

Labrenta srl è un’azienda di Breganze (Vicenza), leader nella produzione di chiusure per la conservazione ottimale del vino. Questa azienda è specializzata nella produzione di tappi in sughero (tappi in sughero naturale monopezzo e tappi tecnologici micro agglomerati) , tutti testati con il sistema check cork 5 per contrastare spiacevoli problematiche legate all’odore da tappo (conosciuto come TCA). Il sughero utilizzato proviene perlopiù dal Portogallo e dalla Sardegna. Labrenta srl è specializzata nella produzione dei seguenti tipi di tappi:

  • tappi in plastica adatti a tutte le bottiglie in vetro per vino;

  • tappi a corona di ultima generazione adatti a conservare ottimamente tutti i tipi di vini fermi, vini frizzanti o vini spumante;

  • tappo a corona con guarnizione separabile in plastica, che si può tranquillamente smaltire anche nella raccolta differenziata;

  • tappi sintetici (chiamati anche tappi in silicone) di ultima generazione, utilizzati per tappare vini fermi, vini frizzanti e vini spumanti.

In commercio si possono reperire tutte queste tipologie di tappi nelle più svariate dimensioni, colori e mescole.

Tutti gli articoli prodotti vengono sottoposti a severi test di qualità per verificare la loro efficacia di chiusura immediata e, naturalmente, la loro capacità di conservare a lungo il vino.

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