Gli imballaggi in cartone ondulato

 

 

L'imballaggio in cartone ondulato

Le bottiglie, dopo essere state confezionate e corredate con l'abbigliamento, devono essere imballate per poter essere commercializzate.

Il cartone ondulato, creato per la prima volta nel 1875, è quello che viene usato di più in campo enologico.

Il cartone ondulato deriva dall'accoppiamento di due o più strato di carta, uniti tra di loro con l'utilizzo di una colla, con fogli centrali appositamente piegati ad onda in modo tale da conferire alla struttura una buona capacità ammortizzante.

Le copertine sono costruite utilizzando uno speciale cartoncino, detto kraft, di solito costituito da pura cellulosa alla soda o al solfato, di fibra lunga.

Le ondulazioni hanno il compito di distanziare le copertine e di costituire una nervatura con un effetto colonna, che rappresenta l'agente di resistenza all'accatastamento ed alla compressione verticale.

Le onde si identificano tramite l'altezza, il passo, il numero di oscillazioni per metro ed il coefficiente di ondulazione (lunghezza carta da ondulare/lunghezza copertina).

I tipi di carta più conosciuti e usati per l'ondulazione sono: la Semi chimica, l'Uso Semi chimica e la Fluting (molto diffusa a livello nazionale).


 

Le fasi di lavorazione del cartone ondulato

Il cartone ondulato si ottiene tramite l'azione di una macchina ondulatrice che crea le onde lavorando su cartone preriscaldato. In seguito la carta passa all'incollatrice che deposita uno strato di collante sulla sommità delle onde.

I collanti usati sono amidi di mais , frumento o fecole, usati come tali o addizionati di resine per acquisire una sorta di impermeabilità.

Poi vengono unite le copertine; successivamente il cartone viene sottoposto a trattamenti mirati a consolidarlo e viene analizzato per misurare il livello qualitativo raggiunto.

Il cartone usate nella fabbricazione di scatole da imballaggi viene identificato con una successione di lettere che corrispondono nell'ordine al tipo di onda e modello di carta usato. A queste lettere seguono una serie di numeri che indicano la grammatura dei tre tipi di carta.


 

La formazione della scatola

La scatola di cartone si definisce con misure interne, che corrispondono a lunghezza (L), larghezza (l) e altezza (H). per identificare correttamente il prodotto occorre far seguire la serie di lettere e numeri. La scatola, costituita da un pezzo unico, è munita di falde superiori e inferiori, viene fornita stesa, per ovviare ad eventuali problemi di spazio, e dotata di slottature o intagli fustellati, che consentono una sua agevole formazione.


 

La stampa dei cartoni

Ai giorni nostri è diffusissima, anche tra le più piccole cantine, la stampa del cartone che, oltre alle normali indicazioni per il trasporto (alto, fragile, ecc), deve riportare il marchio dell'azienda e le informazioni relative al prodotto.

Dal 1920 una macchina chiamata PrinterSlotter consente la stampa ed il taglio contemporaneo del cartone.

In suddetto macchinario entrano rettangoli di cartone ed escono le scatole pronte per essere piegate ed assumere la forma definitiva.

 

 


 

I cartoni per bottiglie

Per le bottiglie di vino si usano cartoni che contengono 6,9,12 o 15 bottiglie. Sono anche diffuse le confezioni più piccole (3,2,1 bottiglia) più utilizzate per occasioni molto particolari e omaggi. Il cartone ha forma parallelepipeda con le misure dei lati che sono diverse a seconda del tipo di bottiglia da contenere.

Dentro la scatola le bottiglie sono separate da un alveare, allo scopo di evitare eventuali sfregamenti che potrebbero rovinare il vetro e di aumentare la resistenza meccanica del contenitore.

I cartoni si formano manualmente o con l'ausilio di particolari macchine, chiudendo la parte inferiore. Dopo aver inserito l'alveare si introducono le bottiglie e si chiude la parte superiore con punti metallici e/o apposito nastro.

Le bottiglie si posizionano verticalmente o orizzontalmente.

Allo scopo di evitare danneggiamenti durante lo stoccaggio ed il trasporto, la sistemazione sui pallets deve essere eseguita con correttezza, mirando a sovrapporre gli spigoli.

La scatola deve essere scelta in funzione della qualità del cartone, del tipo di costruzione della stessa e del prodotto che dovrà contenere.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su tappi e chiusure:

Fare il vino è un lavoro di passione e farlo bene assorbe molto tempo. La fase del confezionamento è sicuramente la più importante di tutte e, nella maggioranza dei casi, non le si dà il giusto peso. Difatti è soltanto la buona conservazione che Vi permette di gustare il frutto del vostro lavoro.

Labrenta srl è un’azienda di Breganze (Vicenza), leader nella produzione di chiusure per la conservazione ottimale del vino. Questa azienda è specializzata nella produzione di tappi in sughero (tappi in sughero naturale monopezzo e tappi tecnologici micro agglomerati) , tutti testati con il sistema check cork 5 per contrastare spiacevoli problematiche legate all’odore da tappo (conosciuto come TCA). Il sughero utilizzato proviene perlopiù dal Portogallo e dalla Sardegna. Labrenta srl è specializzata nella produzione dei seguenti tipi di tappi:

  • tappi in plastica adatti a tutte le bottiglie in vetro per vino;

  • tappi a corona di ultima generazione adatti a conservare ottimamente tutti i tipi di vini fermi, vini frizzanti o vini spumante;

  • tappo a corona con guarnizione separabile in plastica, che si può tranquillamente smaltire anche nella raccolta differenziata;

  • tappi sintetici (chiamati anche tappi in silicone) di ultima generazione, utilizzati per tappare vini fermi, vini frizzanti e vini spumanti.

In commercio si possono reperire tutte queste tipologie di tappi nelle più svariate dimensioni, colori e mescole.

Tutti gli articoli prodotti vengono sottoposti a severi test di qualità per verificare la loro efficacia di chiusura immediata e, naturalmente, la loro capacità di conservare a lungo il vino.

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