Il vino

 

 

Cos'è il vino

Il vino è una bevanda alcolica che si ottiene dalla fermentazione del frutto della vite, l'uva, o del mosto.

Il vino si può ottenere da uve che appartengono alla specie Vitis vinifera o che provengono da un incrocio tra questa ed altre del genere Vitis, come la Vitis labrusca, la Vitis rupestris ecc.

in Italia, per produrre il vino, si possono usare solo uve che appartengono alla specie Vitis vinifera.

Con questa bevanda si può creare un distillato nobile, che se viene fatto invecchiare per almeno 12 mesi in legno, prende il nome di Brandy.

 


 

L'enologia

L'enologia è lo studio del vino in generale. L'enologia si occupa principalmente della viticoltura, della vinificazione, dell'affinamento e della degustazione.

 


 

La classificazione dei vini

I vini vengono classificati in base alla funzione del vitigno e della zona di produzione.

I vitigni più famosi e diffusi nel mondo sono fra i rossi il Carbenet- Sauvignon, il Cabernet franc, il Merlot, il Pinot noir, lo Zinfandel ed il Syrah; tra i bianchi il Sauvignon, lo Chardonnay, il Muscat ed il Riesling.

 


 

Le zone di produzione

Le principali zone dove avviene la produzione di vino sono:

  • Italia, tutte le regioni;

  • Francia, la Gironda, la Borgogna, la Champagne, la Loira, l'Alsazia, la valle del Rodano, la Giura e la Savoia, la Provenza e la Corsica;

  • Germania, il Reno, Coblenza, Mosella, Stoccarda, Wulzburg, Meno, valle della Nahe;

  • Spagna, zona della Roja e Navarra, Catalogna, zona dello Sherry, Valencia;

  • Portogallo, Porto, Beira Alta e Beira Litorale, l'isola di Madeira;

  • Libano, valle della Beqa;

  • California, Napa, Mendocino, Alameda, Santa Cruz, ma anche negli stati di Oregon, Idaho e Washington;

  • Argentina, Mendoza, San Juan, La Rioja, Rio Negro, Cordoba;

  • Cile;

  • Zona del Tokaj, tra Slovacchia ed Ungheria;

  • Siria, Aleppo, Homms e Damasco;

  • Cipro;

  • Australia, stato del Victoria, Tasmania, Nuovo Galles del Sud, Australia meridionale;

  • Nuova Zelanda;

  • Sudafrica, a Sud;

  • Austria orientale;

  • Repubblica Ceca, Moravia;

  • Croazia;

  • Grecia, Macedonia, Peloponneso e a Creta;

  • Messico, Stato del Sonora;

  • Brasile, a San Paolo, Santa Catarina, e Rio Grande do Sul;

  • Uruguay, nello Stato del Salto;

  • Perù, nell'Ica;

  • Algeria, provincia di Orano;

  • Cina;

  • Giappone;

  • Romania, regione della Moldova e del Cotnari e regione della Craiova;

  • Israele;

  • Moldavia.


 

La Legislazione Comunitaria

Nell'Unione Europea la produzione e la classificazione del vino sono disciplinati dalle leggi comunitarie e nazionali.

Nel corso degli anni la legislazione si è aggiornata grazie all'emanazione della nuova OCM Vino.

La vecchia normativa prevedeva la classificazione dei vini in due tipologie: Vini da tavola e Vini Qualità Prodotti in Regioni Determinate.

Ora i vini vengono classificati in due grandi categorie: Vino ad Origine Geografica e Vino senza Origine Geografica.

La suddivisione ufficiale ora distingue:

  • Vino;

  • Vino Varietale;

  • Vino ad Indicazione Geografica Protetta;

  • Vino a Denominazione di Origine Protetta.


 

Vino

Con questa categoria si vogliono identificare gli ex vini da tavola con uve autorizzate, senza dover rispettare particolari leggi di produzione; nella maggioranza dei casi si tratta di vini generici di qualità molto modesta, che riportano sull'etichetta la ragione sociale dell'imbottigliatore; a volte, ma è facoltativo, possono riportare l'indicazione del colore e/o l'annata, ma non i vitigni usati.

Tuttavia la dicitura vino, senza altre qualifiche, non è in tutti i casi dicitura di scarsa qualità ma semplicemente di non appartenenza ad alcuna legge di produzione ovvero anonimo rispetto alla logica delle denominazioni di origine. Non è raro, quindi, trovare vini generici di grande qualità e prestigio. In molti casi, anche se non è previsto dalla legge, si indica come vino generico o vino comune per indicare la categoria, ormai in disuso, vino da tavola. La categoria vino tal quale è priva di indicazioni di origine, non deve assolutamente indicare le varietà d'uva ma facoltativamente può riportare l'annata.


 

Vino varietale

Con questa espressione si indicano tutti i vini di cui almeno l'85% delle uve appartiene alla varietà indicata nell'etichetta. La lista delle varietà con cui si può etichettare un vino come vino varietale comprende i vitigni internazionali.

La categoria vino varietale è una novità che è stata introdotta dalla revisione normativa e non può riportare indicazione di origine ma facoltativamente l'annata.

 


 

 

Vini ad Indicazione Geografica Tipica

Con l'espressione Indicazione Geografica Tipica si vuole indicare il nome geografico di una zona usato per designare il prodotto che ne deriva.

Essa corrisponde alla sigla europea IGT.

Tale categoria comprende i vini prodotti in determinate regioni o aree geografiche, talvolta secondo una generica legge di produzione; essi possono riportare sull'etichetta, oltre che alle classiche indicazioni del colore, anche l'indicazione dei vitigni usati e l'annata di raccolta delle uve.

Da questo livello di vino, diventa obbligatoria una legge di produzione, redatta e approvata secondo le norme dell'UE.

La menzione IGT, in alcuni casi, può essere sostituita dall'espressione Vin de pays per i vini prodotti in Valle d'Aosta, e dall'espressione Landwein per i vini prodotti nella provincia di Bolzano.

È obbligatorio precisare che nelle tre categorie sopra descritte è possibile trovare anche vini di qualità molto elevata; la loro collocazione tra i vini generici o tra gli IGT si deve a scelte prettamente commerciali, sia all'impossibilità, per la loro composizione di poter rientrare nei disciplinari dei vini di qualità delle zone di produzione.

Oppure nel caso in cui un produttore si rifiuta per principio di accettare la logica dei disciplinari restrittivi o la politica delle denominazioni.

 


 

 

Vini a Denominazione di Origine Controllata

Con l'espressione di origine dei vini si vuole esprimere il nome geografico di una zona vinicola particolarmente vocata; esso viene usato principalmente per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche fondamentali sono collegate all'ambiente naturale ed ai fattori umani.

La categoria dei vini DOC raggruppa tutti i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione.

Questa categoria italiana rientra nella categoria DOP europea.

Tutti questi vini, prima di essere distribuiti nel commercio, devono essere sottoposti, durante la fase di produzione, ad un'attenta analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifica il rispetto dei requisiti che sono previsti dal disciplinare; se uno dei requisiti previsti dal disciplinare dovesse mancare, il vino non può essere inserito nel commercio con la dicitura DOC.

La denominazione di Origine Controllata è stata istituita con il decreto legge del 12 luglio 1963, n. 930.

 

 

 

Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

Tale categoria comprende tutti i vini prodotti in determinate zone geografiche nel pieno rispetto di uno specifico disciplinare di produzione. Questa categoria italiana è racchiusa all'interno della categoria europea Dop.

Le DOGC sono previste esclusivamente per i vini già riconosciuti DOC da almeno 5 anni e che siano ritenuti di grande qualità, in stretto collegamento alle qualità intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini che sono stati così classificati.

Questi vini, prima di essere distribuiti nel commercio, devono essere sottoposti ad un attenta e meticolosa analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che serve ad certificare il pieno rispetto dei requisiti che sono previsti dal disciplinare; l'esame organolettico deve essere ripetuto anche durante la fase di imbottigliamento.

Per questa categoria di vini è prevista anche un'analisi sensoriale che viene eseguita da una Commissione di esperti; il mancato rispetto di uno o di tutti i requisiti previsti dal disciplinare ne impedisce la messa in commercio con l'apposita dicitura DOCG.

Le DOGC e le DOC sono le sigle specifiche tradizionali usate dall'Italia per identificare gli ex VQPRD ora detti DOP.

Alcuni di questi vini possono, diciamo, sfregiarsi del titolo Classico, Riserva o Superiore.

La dicitura Classico identifica un vino prodotto in una zona di origine più antica nell'ambito della stessa DOGC o DOC.

La dicitura Riserva viene attribuita ai vini che vengono sottoposti ad un periodo di invecchiamento molto più lungo rispetto al tempo previsto dal disciplinare e con regole produttive molto più restrittive del solito.

La dicitura Superiore viene attribuita ai vini che hanno una gradazione alcolica molto più elevata rispetto alla gradazione prevista dal disciplinare.


 

La storia del vino

Per parlare della viticoltura ci si deve riferire alla civiltà greca, nella quale il vino era la bevanda della religione, delle vittorie e delle feste.

Dalla Grecia la vite si diffuse in Siria, in Egitto, sulle coste spagnole e francesi, e verso il 500 a.C., anche in Sicilia.

La decadenza della civiltà greca consegnò il testimone della viticoltura a quella romana, anche se, in Italia, gli Etruschi coltivavano già la vite e producevano vino.

La viticoltura romana produsse una dettagliata documentazione sulla vite e sul vino, sulle tecniche di allevamento e sulla raccolta delle uve.

L'espansione delle colonie dell'Impero Romano portò la vite in molte zone dell'Europa, dalla Francia alla Spagna e alla Germania.

Quando l'Impero Romano decadde, furono i monaci Benedettini e Cistercensi a continuare a coltivare la vite e a studiare i processi di vinificazione per ottenere prodotti migliori.

Nel Rinascimento la viticoltura venne estesa in tutta Europa da un gruppo di nobili molto illuminati e raffinati.

Nel 1600 vennero introdotte le prime bottiglie di vino che vennero perfezionate nel secolo successivo con la soffiatura a bocca, seguita da quella del tappo di sughero.

Nel xvii secolo vennero gettate le basi della produzione degli attuali spumanti prodotti con la rifermentazione in bottiglia.

In quell'epoca in Italia esistevano vini famosi, come il Teroldego in Trentino, il Moscato di Trani in Puglia, i Chiaretti in Piemonte.

Nel 1710 Cosimo iii de Medici ha creato le attuali Denominazioni di Origine dei vini, delimitando con una legge le zone di produzione del Chianti, del Pomino e del Carmignano.

Nel 1750 è nato il Marsala, ossia la versione italiana dei già noti vini liquorosi della penisola iberica, Porto e Sherry.

Nel 1800 Louis Pasteur gettò le basi dell'enologia moderna. Pasteur, infatti, studiò l'attività dei lieviti, cellule microscopiche che fermentano lo zucchero in alcol etilico, anidride carbonica e molte altre sostanze, trasformando il mosto in vino.

Ai giorni nostri, all'interesse che il vino suscita in Italia si assiste al fenomeno della diminuzione dei consumi, passati da oltre 100 a poco più di 50 l'anno pro capite, in maniera analoga a quanto succede in Francia, dove si è intorno ai 60.

Di fronte a tutto ciò, sta crescendo in maniera esponenziale la domanda di vino di qualità.

L'eccezione è rappresentata da Spagna, Portogallo e Ungheria, ossia tutti quei paesi che hanno un'antica tradizione vitinicola e nei quali si assiste ad un progressivo aumento dei consumi.

Il consumo di vino è in forte aumento nei seguenti paesi: USA, Gran Bretagna, Giappone, Germania, Australia, Canada e Sudafrica.

Secondo studi recenti il vino, in particolare quello rosso, contiene alte concentrazioni di polifenoli, in grado di limitare ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari ed altre malattie molto diffuse.

Il vino, come tutte le bevande alcoliche, va consumato con grande moderazione, in maniera tale da evitare che gli effetti benefici di tale bevanda si trasformino in danni molto gravi per la propria salute.

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su tappi e chiusure:

Fare il vino è un lavoro di passione e farlo bene assorbe molto tempo. La fase del confezionamento è sicuramente la più importante di tutte e, nella maggioranza dei casi, non le si dà il giusto peso. Difatti è soltanto la buona conservazione che Vi permette di gustare il frutto del vostro lavoro.

Labrenta srl è un’azienda di Breganze (Vicenza), leader nella produzione di chiusure per la conservazione ottimale del vino. Questa azienda è specializzata nella produzione di tappi in sughero (tappi in sughero naturale monopezzo e tappi tecnologici micro agglomerati) , tutti testati con il sistema check cork 5 per contrastare spiacevoli problematiche legate all’odore da tappo (conosciuto come TCA). Il sughero utilizzato proviene perlopiù dal Portogallo e dalla Sardegna. Labrenta srl è specializzata nella produzione dei seguenti tipi di tappi:

  • tappi in plastica adatti a tutte le bottiglie in vetro per vino;

  • tappi a corona di ultima generazione adatti a conservare ottimamente tutti i tipi di vini fermi, vini frizzanti o vini spumante;

  • tappo a corona con guarnizione separabile in plastica, che si può tranquillamente smaltire anche nella raccolta differenziata;

  • tappi sintetici (chiamati anche tappi in silicone) di ultima generazione, utilizzati per tappare vini fermi, vini frizzanti e vini spumanti.

In commercio si possono reperire tutte queste tipologie di tappi nelle più svariate dimensioni, colori e mescole.

Tutti gli articoli prodotti vengono sottoposti a severi test di qualità per verificare la loro efficacia di chiusura immediata e, naturalmente, la loro capacità di conservare a lungo il vino.

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